Un'etica senza Dio by Eugenio Lecaldano

Un'etica senza Dio by Eugenio Lecaldano

Author:Eugenio Lecaldano [Lecaldano, Eugenio]
Language: eng
Format: epub
Published: 2010-12-11T23:00:00+00:00


2.5. Un'etica radicata completamente nella natura umana

Negli ultimi anni, abbiamo sentito spesso moralisti cattolici muovere contro l'idea che vi possa essere un'etica senza Dio, avanzando la tesi che un'apertura religiosa è necessaria perché solo così l'etica può trovare collocazione all'interno di un'antropologia. Ma è quantomeno bizzarro sostenere tale tesi, in quanto la storia della riflessione morale è ricca di numerose concezioni sistematiche sulla natura umana differenti fra loro e assai sofisticate, alcune delle quali decisamente impegnate a spiegare gli esseri umani come una realtà pienamente naturale e terrena. Non troviamo forse elaborata una antropologia generale di questo tipo nelle opere di Thomas Hobbes, Karl Marx e Sigmund Freud?

È opportuno ricordare lo sforzo compiuto per la messa a punto di un'antropologia naturalistica ed evoluzionistica che, a partire dalla riflessione di Hume nel Trattato sulla natura umana, si è avvalso della ricerca di Darwin, fino ad approdare ai risultati ottenuti dalla attuale conoscenza scientifica. Naturalmente, quello che ci interessa è presentare tale antropologia limitatamente alla sua capacità di dare un senso e un significato compiuto a una concezione dell'etica come fatto naturale e secolare. La natura umana è stata interpretata alla luce di diversi approcci esplicativi, da quello biologistico-evolutivo a quello culturale o storico-sociale: entrambi esenti da letture teistiche, o ontologiche e metafisiche. Anche le interpretazioni ontologiche o metafisiche della natura umana, al pari di quelle teistiche, continuano a fare appello a essenze o realtà colte intuitivamente nella loro natura intrinseca e, così facendo, ricorrono a un contesto di spiegazione analogo a quello religioso per spiegare l'etica e per fornirla della forza necessaria affinché sia una guida per le nostre azioni. Con la conseguenza, ovvia, di credere di giungere per questa via a disporre di risposte definitive e assolute relativamente ai quesiti morali. Siamo ancora una volta di fronte a una forma residuale dell'idea per cui l'etica altro non è che comando di Dio.

Come abbiamo mostrato, l'etica, invece, è attingibile per mezzo della conoscenza empirica che abbiamo della natura umana e della storia della cultura. È una pratica generalmente diffusa tra gli uomini, i quali ne beneficiano per compiere delle scelte in termini cooperativi, regolati e condivisi. Non è necessario disporre di una qualche definizione a priori della natura umana ai fini della comprensione dell'etica. Del resto, una definizione in senso proprio della natura umana non è disponibile: essa si costruisce e muta costantemente all'interno del contesto storico-culturale. L'assunzione che vogliamo far nostra è che la capacità degli esseri umani di farsi guidare da distinzioni tra bene e male, giusto e ingiusto, virtuoso e vizioso è radicata nella loro natura biologica. Se così è, allora l'etica non è altro che una pratica volta a risolvere le questioni di interazione privata e pubblica tra gli uomini e su questa terra. Le soluzioni offerte da tale pratica sono di solito di lunga durata (i principi, le norme, i valori si perpetuano per più epoche storiche) e, tuttavia, mutano, si trasformano: la tortura non è più considerata nel mondo occidentale una forma di pressione legittima



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