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Author:Unknown
Language: eng
Format: epub


Domanda. Quali ingredienti usano gli chtorran per un collutorio?

Risposta. Kerosene, acido nitrico e 32 avvocati.

31.

Orgasmo cosmico

La vita č come il surrealismo. Se hai bisogno di spiegazioni, non fa per te.

SOLOMON SHORT

Stavo seduto in cima a un albero.

Un albero rosso. E io ero una scimmia rossa dal pelo rosso e me ne stavo lě, seduto sotto un sole rosso su un pianeta rosso. Sotto di me vedevo nuvole rosse in un cielo rosso. Rosso in alto, rosso in basso, rosso dappertutto.

Avevo il pelo rosso sfumato di rosa nei punti piů delicati e la mia memoria risaliva fino a mille generazioni prima. Almeno mille generazioni. Se andavo ancora piů indietro, i miei ricordi si offuscavano di rosa. E dietro quella visione confusa, percepivo il tepore di una presenza rossa al margine delluniverso che pulsava e palpitava.

Eravamo chiusi in un guscio, era linterno dellutero che sfiorava teneramente la pelle nuda della mia anima. E ancora piů oltre Ťoltre il tepore del guscio rossoť percepivo la presenza di Dio. Dio era profonda. E canticchiava. Canticchiava a se stessa. Era felice, quindi anche noi eravamo felici. Ero felice.

Stavo seduto in cima a un albero.

I rami erano fitti e vischiosi. Attraverso le mani, i piedi, il fondo della schiena, sentivo la linfa vitale pulsare nelle vene della terra.

Quel dolce succo nero fluiva nelle vene del mondo per nutrire noi tutti. Pulsava come onde di orgasmo che mi eccitavano e mi

solleticavano facendomi ridere.

Stavo seduto in cima a un albero.

Stavo seduto dentro a uno degli enormi fiori rossi da cui ero circondato. I nostri manti rossi si confondevano. Erano bocche

spalancate, morbide labbra protese in un bacio, sensuali e avvolgenti.

Fiori vellutati e crudeli, estasi invitanti. Li sentivo inghiottire laria e assaporavo il loro nutrimento dallesterno. Assaporavo ogni cosa, il ronzio sommesso di un girinide, le folate delle cimici spugnose. Assaporavo me stesso.

Ero uno degli insetti che loro stavano mangiando, mi sentivo in estasi. Percepivo linsetto attraverso i miei petali, era squisito.

Assaporavo lalbero dalla cima fino alle radici. Assaporavo il terreno, fertile e scuro, laria fredda e la pioggia alcalina e tutti gli oli essenziali sulla mia pelle, sulla mia corteccia, sulle mie ali, sulle mie foglie. Assaporavo il variare del clima attraverso lalbero e assaporavo la foresta e la terra e il mondo intero fino alloceano aperto.

Laria era arida di promesse. Stavo per esplodere. A ovest intravedevo la polvere rossa. Era salata. I veli serici del nord si stavano addolcendo. Fremevo a quel pensiero.

Il terreno era dolce, fertile e pieno di cose putride e cose fresche e cose che si annidavano e diventavano calde. Cose rosse che crescevano dentro di me e altre, rosse, che scorrevano nelle mie vene, nelle mie gallerie, nelle mie arterie e nei miei cunicoli.

Scorrevano, strisciavano e scivolavano su e giů dai miei rami, attraverso il reticolo delle vene, su, su fino allatmosfera per poi discendere di nuovo.

La cima dellalbero era alta.

Il mondo sottostante aveva laspetto di un paesaggio rosa smagliante, guarnito di fiocchi di cotone e di fiori, punteggiato di volute e spirali di rami.



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