Vent'anni dopo by Dumas Alexandre

Vent'anni dopo by Dumas Alexandre

Author:Dumas Alexandre
Language: eng
Format: epub
Published: 2010-12-12T05:00:00+00:00


XLVII. Il mendicante di Saint-Eustache

Non recandosi subito al palazzo Reale, d’Artagnan aveva fatto bene i suoi calcoli: infatti Comminges aveva avuto il tempo di arrivare prima di lui e di poter riferire al cardinale dei grandi servigi che egli, d’Artagnan, e il suo amico, quella mattina avevano reso al partito della corte. Infatti Mazzarino accolse entrambi con grande effusione, facendo loro un’infinità di complimenti e dicendo che l’uno e l’altro erano ormai vicini alla meta agognata: per d’Artagnan, il grado di capitano; per Porthos, il titolo di barone.

A tutti quei discorsi, d’Artagnan, avrebbe preferito del denaro, perché ben sapeva come il Mazzarino promettesse facilmente e con molto stento mantenesse, ragione per cui le promesse del cardinale gli sembravano parole al vento: ciò nonostante si mostrò non meno soddisfatto, in presenza di Porthos che non voleva scoraggiare.

Mentre i due amici erano dal cardinale, la regina fece chiamare quest’ultimo. Mazzarino allora pensò di far presentare ai suoi due difensori, i ringraziamenti della regina in persona, con la speranza che ciò avrebbe fatto raddoppiare il loro zelo, e li invitò a seguirlo.

D’Artagnan e Porthos gli fecero osservare che i loro abiti erano laceri e polverosi, ma il cardinale scosse la testa.

«Codesti vestiti», disse, «hanno un valore molto superiore di quelli della maggior parte dei cortigiani che saranno presso la regina, perché i vostri abiti conoscono la battaglia.»

D’Artagnan e Porthos obbedirono.

La Corte di Anna d’Austria era numerosa e molto allegra, perché, in ultima analisi, aveva riportato da poco tempo una vittoria sugli Spagnoli e, quello stesso giorno, un’altra vittoria sul popolo. Broussel era stato condotto fuori Parigi senza incontrare nessun’altra resistenza ed ormai doveva già essere nelle prigioni di Saint-Germain. Blancmesnil, arrestato contemporaneamente a lui, senza chiasso e senza opposizione, era al sicuro nella fortezza di Vincennes.

Comminges stava accanto alla regina, che voleva conoscere i particolari della spedizione: tutti stavano ascoltando, quando egli scorse sull’uscio il cardinale seguito da d’Artagnan e Porthos.

«Eh! signora!», esclamò, correndo verso d’Artagnan. «Ecco qualcuno che potrà farvi una narrazione più dettagliata della mia, perché è stato il mio salvatore. Senza il suo intervento, forse a quest’ora sarei già nelle reti di Saint-Cloud, perché si pensava, nientemeno, che di gettarmi nel fiume. Raccontate, raccontate, d’Artagnan!»

Da quando d’Artagnan era luogotenente dei moschettieri, si era trovato spessissimo nella stessa stanza dove era la regina, senza che ella mai gli avesse rivolto la parola.

«Ebbene, signore, perché rimanete in silenzio, dopo avermi reso un simile servigio?», chiese Anna d’Austria.

«Signora!», rispose d’Artagnan, «non ho niente da dire se non assicurarvi che la mia vita è al servizio di Vostra Maestà e che sarò felice solo il giorno in cui la perderò per voi.»

«Lo so, lo so, signore!», riprese la regina, «e da molto tempo. Sono quindi lietissima di potervi dare questo pubblico attestato della mia stima e della mia riconoscenza.»

«Permettetemi, signora», soggiunse d’Artagnan, «di poterlo dividere col mio amico, ex moschettiere della compagnia di Tréville, come me», e marcò queste parole «il quale ha compiuto gesta incredibili.»

«Il nome del signore!», chiese la regina.

«Quando era moschettiere»,



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